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Bellissime, sensuali… a migliaia, tutte a brillare sotto il sole

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Forse non era vero che le peschiere di Ceresole fossero, nel 1939, “universalmente note” come dice il Podestà dell’epoca. Sicuramente erano però famose nella zona, soprattutto per la qualità del pesce allevato, vero richiamo gastronomico del paese insieme alla selvaggina, sia di pelo che si penna.
Cascina Italia adotta alcuni semplici accorgimenti che rendono ottimale la qualità delle tinche come l’impiego di soggetti di piccola taglia (non più di 100 g) in cui la presenza di miospine è meno marcata e un periodo di sosta in acqua corrente delle giovani tinche prima del consumo. La rivalutazione sia dei ristoratori tradizionali, attenti a proporre una cucina legata al territorio, sia di quelli più ricercati interessati a rivisitare un cibo del passato secondo il gusto odierno contribuiscono a rivalutare l’immagine di un prodotto di antica tradizione piemontese e a decretare il successo delle nostre tinche.
Per saperne di più…
La tinca (Tinca tinca) appartiene alla famiglia dei Ciprinidi (come la carpa ed il carassio), pesci a scheletro osseo. Da adulta ha una lunghezza media compresa tra 20 e 30 cm ed un peso sui 200-300 g. La taglia media è 1-1,5 kg, ma in alcuni casi può anche arrivare a pesare 3-4 kg. La tinca presenta un corpo ovale, allungato, ricoperto da piccole squame e da abbondante secrezione di muco. Ai lati della bocca sono presenti due barbigli. Il dorso ha una colorazione verdastra tendente al bruno, mentre i fianchi e l’addome sono giallo oro. La particolare colorazione dorata, determinata da fattori ambientali e genetici, è la caratteristica più nota della tinca di Ceresole. E’ un pesce che predilige acque lente o stagnanti con abbondante vegetazione, fondo melmoso e temperatura dell’acqua costante. E’ una specie onnivora che si nutre di piccoli organismi, larve di insetti e materiale vegetale. Una peculiarità della tinca è rappresentata dalla capacità di sopravvivere fuori dall’acqua per alcune ore, grazie alla possibilità di chiudere ermeticamente la camera branchiale
e mantenere così l’umidità necessaria per una funzionalità respiratoria minima.

La tinca è presente in Italia come specie autoctona ed è tipica del Piemonte, specialmente delle province di Novara, Vercelli e della zona dell’altopiano di Poirino. In quest’ultima zona, contrariamente a quanto si osserva altrove, l’allevamento della tinca avviene in monocoltura utilizzando gli innumerevoli stagni artificiali creati nel passato per l’agricoltura.
Dal punto di vista nutrizionale le caratteristiche della tinca sono le seguenti:
Contenuto H2O     70-80%
Contenuto proteico     12-15%
Contenuto lipidico     4-7%

La tinca inoltre costituisce un’ottima fonte di aminoacidi essenziali e di acidi grassi insaturi, particolarmente importanti dal punto di vista dietetico.
Qualche curiosità…
Nel passato si credeva che la tinca possedesse proprietà terapeutiche nei confronti degli altri pesci e dell’uomo. Ad esempio si pensava che tagliata longitudinalmente ed applicata alle piante dei piedi facesse cessare la febbre o il mal di testa e guarire dall’itterizia. Altri studiosi ritenevano che tagliata a pezzi e posta sempre sotto alla pianta dei piedi guarisse la peste mentre, se applicata sulla nuca, calmasse le infiammazioni degli occhi.

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