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Arriva la Dieta Dukan dei 7 giorni: modello nutrizionale scorretto che può portare a patologie cardiovascolari e tumori

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Pierre Dukan, l’ex medico diventato famoso con la dieta che porta il suo nome, è tornato in libreria con una novita “La dieta Dukan dei 7 giorni” edito da Sperling Kupfer. Si tratta di un testo dove l’autore continua l’attività commerciale di venditore di diete e prodotti per dimagrire, in linea con la sua filosofia basata sull’opportunità di seguire un regime iperproteico. Questa uscita rispecchia la necessità commerciale del costante aggiornamento del modello di riferimento e della ricerca di nuovi target.

Il nuovo testo e la nuova dieta sono pensati per le persone che hanno ripreso qualche chilo dopo l’ultima dieta e645978882005HIG_3_250X380_exact incontrano difficoltà a rispettare un regime intransigente e rigido come quello tradizionale proposto dall’ex medico. Si tratta di una proposta più dolce rispetto alla precedente. Per rinfrescare la memoria, ricordiamo che la classica dieta Dukan prevede una fase iniziale in cui ci si nutre di sole proteine fino a un massimo di cinque giorni, per poi continuare alternando un giorno a base di proteine con un altro a base di proteine e verdure fino al raggiungimento del peso desiderato. La dieta può andare avanti per qualche stagione, perdendo un chilo a settimana nei primi mesi, per poi rallentare. Questo significa che – in relazione alla quantità di peso da perdere – una persona non assume per 5-6 mesi carboidrati tranne quelli presenti insieme alla crusca di avena la mattina per colazione o quelli normalmente presenti negli alimenti proteici in piccole quantità (come nello yogurt o nel formaggio in fiocchi). Le rinunce sono quindi importanti e protratte a lungo. Con il programma dei sette giorni Dukan cerca di coinvolgere chi teme i danni dovuti all’eccesso di proteine, alle persone che non sono riuscite a mantenere il peso raggiunto con la classica dieta, ma non hanno la forza di ricominciare dall’inizio. Il metodo si basa su un ciclo di sette giorni da ripetere, che in sostanza ripropone la dinamica Dukan (ad ogni step si aggiunge un alimento o una categoria di alimenti tra quelli “vietati”, in modo da vivere la dieta con l’idea della “ricompensa”).

Da lunedì a giovedì la dieta è dimagrante, il venerdì si definisce di transizione e nel weekend si può finalmente  dimenticare ladieta e mangiare ciò che si vuole. Entrando nel dettaglio il lunedì è il classico giorno di proteine in quantità illimitata, il martedì si introducono anche le verdure, sempre in quantità illimitata, il mercoledì si introduce la frutta, il giovedì è permesso mangiare anche 40/50 grammi di pane integrale, il venerdì possiamo lasciarci andare al formaggio (quello vero e non fiocchi di latte), il sabato è permesso un pasto “amidaceo” (pasta, patate, riso, cous cous …) e la domenica è possibile fare un pasto “della festa”, mangiando ciò che si vuole, ma senza fare il bis. Come nel modello di dieta Dukan classica, anche qui c’è l’obbligo di consumare un cucchiaio e mezzo di crusca d’avena e di fare almeno 20 minuti di camminata al giorno a passo veloce. Troviamo anche una piccola novità alimentare: Dukan introduce il tè verde al peperoncino, da bere freddo (seguendo la ricetta e le dosi presenti nel libro). Incuriositi da questo regime, che sembra più soft rispetto al metodo  classico Dukan, abbiamo chiesto un parere a Enzo Spisni, docente di Fisiologia della Nutrizione all’Università di Bologna, per capire quali sono i vantaggi e gli svantaggi  di questo regime dietetico e del metodo iperproteico  in generale.

Prof. Spisni, partiamo dalla dieta Dukan tradizionale. Quali sono gli effetti?

La dieta Dukan si basa su un regime proteico che predilige le proteine animali, quindi quelle della carne, ma solo di tagli  magri, escludendo quindi il maiale, per esempio. Esistono “in commercio” altre diete proteiche che sfruttano le proteine vegetali, come la Tisanoreica. I problemi nascono dalla scelta di nutrirsi prevalentemente di proteine, proprio in un periodo storico nel quale la scienza ha capito che un loro eccesso può portare nel lungo termine a problemi di salute.

Quali problemi?

L’eccesso di carne e proteine aumenta il rischio di andare incontro a patologie cardiovascolari e a tumori. Si è erroneamente diffusa l’idea che i nostri antenati cacciatori e raccoglitori fossero molto più carnivori di quanto siamo oggi. In realtà, dagli studi di alcune popolazioni che ancora  basano la loro dieta sulla caccia e la raccolta di cibo, si è visto che queste  persone introducono una dose considerevole di vegetali e fibre, in grado di  soddisfare la maggior parte delle loro necessità dal punto di vista calorico.

Quanto è soggettiva la risposta a diete di questo tipo?

L’impressione è che le diete siano disegnate per persone in ottima salute con qualche chilo di troppo. In realtà io vedo molte più persone con vari disturbi che hanno anche un problema di sovrappeso (che può essere causa o conseguenza). In più chi è in sovrappeso ha spesso uno stato di infiammazione generale. Per questo, se si ha già una situazione di partenza compromessa, Dukan è una dieta sbagliata. Per chi è in salute e vuole perdere quei 4-5 Kg di troppo, Dukan funziona nel breve periodo, ma in questo modo si entra in un sistema nutrizionale profondamente errato dal quale è poi difficile uscire.

Una dieta corretta quali caratteristiche deve avere?

In generale, perché una dieta sia effettivamente protettiva si è visto che vanno consumate dalle 5 alle 7 porzioni di frutta e verdura al giorno. La Dukan va in direzione opposta: la verdura viene introdotta dopo la prima fase di attacco (5 giorni), ma di frutta ce n’è ancora troppo poca, anche nella nuova versione più soft su 7 giorni.

Oltre all’aumento del rischio, esistono effetti a breve termine?

Che la dieta Dukan faccia dimagrire non vi è dubbio, ma è un regime che non permette alle persone di uscire dal loop ingrassamento-dimagrimento. Mi spiego meglio: dopo una dieta così rigida – per categorie alimentari e non per quantità – il nostro corpo tende a riprendere peso, sia perché tendiamo a mangiare ciò a cui abbiamo dovuto rinunciare, sia perché l’organismo si predispone a recuperare i chili persi come meccanismo per salvaguardare la sua stessa sopravvivenza. Siamo infatti evolutivamente più adattati alla privazione di cibo che non al consumo eccessivo, e questo fa sì che il nostro corpo si difenda per contrastare il calo ponderale ma non  per contrastarne l’aumento. È un po’ come avere la spia rossa della benzina accesa: il nostro organismo chiede carburante e si abbassa il metabolismo basale. Questo processo spinge coloro che hanno fatto la Dukan a riprendere peso rapidamente e quindi a ripetere lo schema Dukan ad ogni incremento di peso, anche lieve, e quindi a consumare proteine in eccesso continuamente.

Ma non è l’unico rischio post-dieta: chi si sottopone alla Dukan non impara nulla. Modifica in modo temporaneo la sua alimentazione, ma al termine della dieta tornerà a mangiare quantitativamente e qualitativamente come prima, mantenendo intatte le abitudini (sbagliate) che lo hanno portato al sovrappeso e che determineranno nuovamente il sovrappeso. Fino a quando, ingrassando di nuovo, non deciderà di ricominciare con la dieta Dukan

Dal punto di vista biochimico, vi sono degli squilibri con Dukan?

Può esserci un aumento del colesterolo e quindi è una dieta non indicata per persone che già soffrono di ipercolesterolemia, e poi aumenta il carico renale. Si possono fare degli esami per verificare questi valori, sia del sangue sia delle urine. Dal punto di vista intestinale invece, uno dei problemi della dieta è dato dall’insorgere della stipsi. I sostenitori di Dukan diranno che viene contrastata efficacemente con la crusca di avena. Vero, ma la crusca funziona perché è un irritante delle pareti del colon.

La dieta dei 7 giorni ha qualche vantaggio?

Questa dieta è identica a quella classica, nei principi di base, ma è distribuita in modo diverso nel tempo. La frutta è comunque troppo poca e anche le proteine animali continuano a essere eccessive, a discapito dei carboidrati. Può essere meno nociva perché non si prolunga troppo il periodo di restrizione, ma il ciclo va comunque ripetuto: ritorniamo quindi all’aumento nel rischio di andare incontro a patologie cardiovascolari e tumori. Anche la presenza di un pasto “della festa” a termine della settimana di privazione e prima di iniziarne una nuova settimana di Dukan non è lungimirante: chiunque, dopo 6 giorni di privazioni, è portato a mangiare di più scegliendo cibi ricchi di calorie grassi rispetto a ciò che farebbe normalmente.

 In conclusione …

Si tratta di una dieta che fa leva sul desiderio di tutte le persone in sovrappeso: dimagrire mangiando quanto si vuole e senza fare troppa attività fisica. È una scorciatoia sbagliata che non fornisce gli strumenti adatti per imparare a regolarsi, scegliendo stili alimentari e di vita corretti per tutta la vita. Questo dovrebbe invece fare una dieta corretta: dare alla persona un sistema di riferimento con il quale costruire l’alimentazione giusta, da mantenere per sempre.

di Eleonora Viganò (Il Fatto Alimentare)

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