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«Fantom» sopra la Siria: 100 metri alla guerra

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La storia del caccia turco abbattuto dalla Siria potrebbe diventare punto di svolta nello sviluppo della crisi siriana.
Per la coalizione dei Paesi occidentali e alcuni Paesi arabi quel caso potrebbe essere un pretesto per l’inizio dell’intervento militare. Per Damasco c’è un’unica via d’uscita – pubblicare tutti i documenti riguardanti l’incidente e insistere sulla trasparenza delle indagini. Il gran maestro internazionale Vlasislav Tkačiov valuta la situazione dal punto di vista di scacchista strategico:
Potrebbe essere che la data 22 giugno 2012 possa essere ricordata dagli storici. Proprio in quel giorno le Forze della difesa aerea siriana hanno abbattuto l’aereo turco Fantom F-4, dopo di che le versioni dell’accaduto si sono allontanate in modo diametralmente opposto. Damasco afferma che il caccia, trovandosi sul territorio siriano, non ha reagito alla richiesta da terra, perciò propone di disaminare l’incidente come malinteso spiacevole. Ankara insiste che l’aereo è stato abbattuto in acque internazionali, dunque, l’accaduto è evidentemente una deliberata aggressione.
Nonostante che la differenza tra le due versioni: una vera l’altra falsificata riguardi distanze di poche centinaia di mentri, le scommesse sugli sviluppi della discussione sono grandissime: il velivolo abbattuto illegittimamente ovviamente potrebbe diventare un pretesto per nominare il nord della Siria “no fly zone” e una potenziale zona d’intervento straniero.
La situazione, a dir la verità, non è nuova né per politica, né per strategia. Il rimedio più efficace per quei casi fu proposto nel libro dei satirici russi Ilja Ilf e Euvgenij Petrov “12 sedie”. Un amatore di mediogioco nella fase finale, cieco da un occhio, risolve la sua scommessa con “un grande stratega” Ostap Bender sintetizzata in una frase: “Ma io, ho scritto tutti i passi!”, dopo di che Ostap ha abbandonato le prove della truffa e si è ritirato. In altre parole, il governo siriano deve, non rinviando alle calende greche, pubblicare tutti i documenti che riguardano l’accaduto di quel giorno maledetto ed insistere sulla trasparenza delle indagini.
La ricostruzione dell’ordine dei passi e il cronometraggio degli eventi potrebbe essere la migliore indulgenza contro le prossime sanzioni. In ogni caso, negli scacchi nessuno ha trovato soluzione migliore. Qualsiasi caso discutibile si risolve con la ricostruzione del quadro della partita fatta dai rivali sotto la direzione di un arbitro. Esiste anche un tipo di problemi (o compiti?), che esigono la cosiddetta analisi retrospettiva che aiuta di sciogliere il nodo delle contraddizioni, altrimenti non si può capire quello che sta accadendo.
Proprio come nella storia del “Fantom” turco.

FONTE RUVR Igor Siletskij, Olga Pscenitsyna

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